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domenica 12 marzo 2017

Yoga e Sistema Linfatico Alimentazione

                          

                                 Yoga e Sistema Linfatico "Alimentazione"

Il cibo costituisce una delle maggiori fonti di energia fisica e contribuisce alla formazione della LINFA, materia prima attraverso la quale tutte le ghiandole producono i rispettivi ormoni. La medicina ufficiale descrive la linfa come un "fluido" che trasporta in tutto il corpo sostanze nutritive, sostanze di scarto e globuli bianchi attraverso il cosiddetto "sistema linfatico" : complessa rete, parte del sistema immunitario, costituito da organi linfoidi tra cui midollo osseo, milza e timo. Lo Yoga attribuisce importanza fondamentale alla linfa considerandola cibo per il cervello, infatti, una scarsità di linfa limita le funzioni del cervello e dell'intelletto. Una dieta ricca di verdura a foglia verde è indispensabile per la sua produzione poiché la clorofilla è un catalizzatore che ne favorisce la formazione. La linfa dona vitalità e vigore al corpo e produce il fulgore delle cellule creando un'aura e uno splendore che si può ritrovare nelle persone senzienti (pure, armoniose). Queste caratteristiche "divine" descrivono la parola latina "vegetare" dalla quale è derivato il termine "vegetariano"; la dieta vegetariana si riferisce al "cibo per gli dei" e non, come generalmente si crede, alla dieta di chi si nutre di soli vegetali. Nello Yoga il corpo è chiamato "Annamaya kosha", una parola "sanscrita" che significa "fatto di cibo", a rilevare lo stretto legame fra cibo, corpo e mente. Il corpo è considerato, infatti, il primo livello della mente, quello più materiale ed esterno, lo strumento con cui la mente interagisce con il mondo. Nello Yoga il cibo è classificato in base alle tre forze cosmiche che danno origine alla creazione: Sativa, Rajas, e Tamas. Il cibo Sattvico o senziente è quello in cui prevale la forza sattvica, progressiva, che aiuta l'evoluzione fisica, mentale, e spirituale, e lo sviluppo completo dell'essere umano. Il cibo Rajasico o mutativo è quello in cui prevale la forza rajasica, la forza dell'attività e del cambiamento, in perenne movimento e agitazione. E il cibo Tamasico o statico è quello in cui prevale la forza tamasica, statica e inerte, che ostacola lo sviluppo mentale e spirituale. I cibi Rajasici e Tamasici sono "sconsigliati" a chi pratica lo Yoga e la meditazione, mentre sono indicati i cibi Sattvici o senzienti. Sono Cibi Sattvici la frutta la maggior parte dei vegetali, i semi e le noci, i cereali e derivati, latte e latticini, quantità moderate di erbe aromatiche e spezie. Questi cibi rendono il corpo armonico e puro e la mente chiara e concentrata, contribuendo così a mantenere la salute e la pace mentale e favorendo lo sviluppo spirituale. I Cibi Rajasici sono il caffè, il tè, la cioccolata, le bevande gassate, le spezie piccanti in grande quantità, alcuni cibi fermentati e alcuni medicinali allopatici. Sono cibi che agiscono come stimolanti o, creano gas e molto calore nel corpo, portando uno stato d'irrequietezza e agitazione. I Cibi Tamasici invece sono la carne, il pesce, le uova, e i loro derivati, l'aglio, la cipolla e i funghi, le bevande alcoliche, le sigarette e il tabacco, tutti i tipi di droghe e i cibi guasti. Sono cibi portatori d'energia inerte che rendono statici sia fisicamente sia mentalmente, ostacolando la concentrazione e il progresso spirituale. L'alimentazione fornisce al nostro corpo l'energia e i "mattoni" indispensabili alla vita e non solo. Come le moderne ricerche e scoperte della psico-neuroimmunologia hanno dimostrato, vi è un collegamento stretto tra il cervello e la pancia, garantito sia dalla connessione sistema nervoso_ autonomo - sistema nervoso meta simpatico (nervo vago, pelvico e splancnico), sia dalla contemporanea presenza, nel cervello e nel tratto gastrointestinale, dello stesso gruppo di ormoni (somatostatina, neurotensina, oppioidi ecc.). Il sistema nervoso (SN) è uno dei principali sistemi di regolazione dell'organismo, insieme al sistema endocrino e al sistema immunitario e ha come compito specifico quello di coordinare e regolare, in maniera molto fine, tutti gli altri organi. Il nostro addome si presenta quindi come un importante complesso neuroendocrino immunitario integrato che svolge funzioni con un largo margine di autonomia ma che, al tempo stesso, subisce pesanti influenze sia dall'esterno (cibo, input visivi ecc.) sia dall'interno (emozioni, convinzioni, abitudini ecc.). Mangiare quindi non serve solo a ricostituire le riserve energetiche e strutturali ma serve anche a influenzare i sistemi di regolazione generale dell'organismo (sistema nervoso, immunitario, endocrino), DNA incluso, come l'epigenetica ha dimostrato. Seguendo un problema di mia moglie mi sono reso conto che determinati cibi favorisce il lavoro del sistema linfatico, altri invece vanno a creare dei problemi. Vediamo ora alcuni alimenti specifici per il sistema linfatico. ALOE: Quando avvengono ingrossamenti nei linfonodi presenti nel corpo, è utile ricorrere al gel d'Aloe, come pure al succo puro. Le sue azioni immunomodulante, antinfiammatoria, analgesica e lenitiva, concorrono alla risoluzione del problema agendo sia esternamente a livello dermico, che internamente sul sistema ematico e linfatico. Tutte le immunodifese sono così attivate attraverso 1' acemannano. L'azione analgesica e antinfiammatoria è prodotta dagli antrachinoni, le aloine. Gli aminoacidi con le vitamine e i sali minerali ricostituiscono tutte le attività metaboliche interrotte o mancanti. ACQUA: Senza una quantità di acqua adeguata, la linfa non può fluire senza intoppi. Se bevi una quantità giornaliera di acqua insufficiente, le funzioni del tuo sistema linfatico rallenteranno. Gli enzimi e gli acidi della frutta cruda sono potenti detergenti della linfa, soprattutto se mangiata da sola come pasto. Bevendo comunque anche un po' d'acqua, se si mangia molta frutta, aumenta il suo potere solvente. Frutta, verdure, insalate e centrifugati: Aggiungere frutta, verdure, insalate e centrifugati di frutta nell' alimentazione e la linfa avrà gli strumenti necessari per fare un po' di pulizia in profondità. Naturalmente non vanno accompagnati da altri cibi, soprattutto amidacei come pasta e altri farinacei, nemmeno se integrali, altrimenti il risultato sarà una fastidiosa fermentazione e accumulo di muco. I Germogli di Fieno Greco: I germogli di Fieno Greco hanno un elevato contenuto proteico (circa il 23%) e di sali minerali (ca, fe, mg, k, na, p, z) vitamine del complesso B, vitamina A e C e un sacco di altre sostanze molto utili. Contiene Flavonoidi (fitoestrogeni), la cui azione regolatrice della produzione ormonale facilita lo sviluppo delle ghiandole mammarie che si 'nutrono' di estrogeni. I semi di fieno greco hanno recentemente riscosso un certo interesse quale possibile materia prima per la produzione di Diosgenina impiegata nella sintesi di ormoni steroidei. Il fieno greco è anche: tonico e ricostituente- cardiotonico- stimolante del pancreas, della digestione- stimolante neuromuscolare, rafforza il tessuto osseo e muscolare- depurativo, agisce sul fegato e sui sistemi di disintossicazione grazie alla sua abilità nel purificare il sistema, particolarmente il sangue, promuovendo l'escrezione e la rimozione di tossine e scorie- antiastenico (anti fatica) cioè agisce sul sistema endocrino e sulla funzione ormonale così come sul sistema nervoso grazie alla sua abilità nel prevenire e/o ridurre la fatica- ipoglicemizzante ossia riduce il livello di zuccheri nel sangue combattendo l'iperglicemia . La polvere del seme, infatti, regola il diabete in età matura.- anti-infiammatorio perché agisce sul sistema immunitario grazie alla sua abilità di contrastare le infiammazioni. Evitare i cibi che sono difficili da digerire, cibi grassi, proteine animali, zuccheri e farinacei per mantenere un sistema linfatico pulito.Ma ci sono anche erbe indicate per pulire il sistema linfatico, alcune sono: Echinacea (Echinacea purpurea). Non solo 1' echinacea è un'erba che rafforza il sistema immunitario, ma si combina bene con l'astragalo diminuendo congestioni e gonfiori nel sistema linfatico. Astragalo (Astragalus membranaceus). I cinesi hanno usato l'astragalo, che chiamano Huang Qi, per più di 2.000 anni. "Huang Qi" significa "che rinforza la forza vitale." Oltre a rafforzare la forza vitale, l'astragalo è un ottimo detergente del sistema linfatico. Insieme all' echinacea, riduce la congestione del sistema e il gonfiore del corpo. Attaccavesti (Galium aparine). Conosciuto principalmente come detergente del sangue e delle vie urinarie, l'attaccavesti migliora anche le funzioni del sistema linfatico e riduce la congestione e infiammazione nei tessuti. Goldenseal (Hydrastis canadensis). Oltre ad avere proprietà antinfiammatorie, la goldenseal incrementa la pulizia del sistema linfatico. Baptisia tinctoria. Distrugge diversi microrganismi "patogeni" nel corpo e pulisce il sistema linfatico, migliora il flusso della linfa e riduce il gonfiore dei linfonodi. In omeopatia per esempio sono usati il Sorbo, il cui nome scientifico è Sorbus Domestica ed è utilizzato per le sue proprietà. Le gemme del castagno agiscono sui vasi linfatici esplicando un'azione di drenaggio sulla circolazione linfatica delle gambe ove la stasi linfatica è responsabile dell'edema e del conseguente senso di pesantezza. Frutti di bosco: contengono una buona quantità di antiossidanti come i bioflavonoidi. Vitamine A e C che proteggono i capillari insieme all' azione della vitamina PP e l'acido salicilico. Facilitano la circolazione sanguigna (e di conseguenza quella linfatica) e sono al contempo ottimi diuretici. I frutti di bosco più "completi" a livello nutrizionale sono senz'altro i lamponi i quali, secondo uno studio giapponese, sembrerebbero contenere persino un enzima "mangia grassi". Spezie: in particolare il peperoncino che favorisce la circolazione sanguigna e aiuta a smaltire le tossine, garantendo un buon funzionamento dell'intestino. La cannella; anch'essa protegge i vasi sanguigni, favorisce il drenaggio linfatico e svolge una marcata attività antiossidante. E, infine, il tanto amato origano. Il grande maestro Paramahansa Yogananda aveva descritto in un suo libro anche le qualità spirituali di alcuni cibi e ho voluto riportare quella scheda :

Come vediamo sia che guardiamo con gli occhi dello Yoga che con occhi della medicina Allopatica è data molta importanza all' alimentazione, quindi sta a noi voler cambiare e scegliere il modo migliore di vivere. Da dire che per affrontare un discorso serio in caso di problematiche sul Sistema Linfatico la prima cosa sono delle approfondite visite mediche, mai fare da soli e per aver letto. Dalla mia tesi " Sistema linfatico e Yoga".  





giovedì 26 maggio 2016

Amici e nemici interiori




Amici e nemici interiori

Nella nostra vita,sia esteriormente che a livello interiore, abbiamo sia amici che nemici.
A qualunque livello i nemici agiscono da soli mentre gli amici bisogna coltivarli. I nemici, dobbiamo sapere, fanno già parte della nostra vita.
Noi pensiamo che i nemici siano essenzialmente la paura, l'ignoranza, l'egoismo, la pigrizia ,il dubbio, la rigidità, l'invidia, la collera, l'odio, il pregiudizio, l'orgoglio, la rabbia, l'avarizia, la tristezza, l'insicurezza e tanti altri ancora.
Mentre pensiamo che come amici possiamo avere la costanza, la salute, la tolleranza, la volontà, la comprensione, l'ottimismo, l'equanimità, l'amore, il rispetto, la devozione, la fiducia, la consapevolezza e altri ancora.
Ma lo Yoga ci insegna che abbiamo sei amici e sei nemici ben definiti, ora vediamo gli amici,che sono:
1-Vishwasa: La determinazione (per esempio andare fino alla fine del compito).
Buddha disse: Devi andare fino alla fine dell'azione
2-Shraddha: La Fede, che vuol dire anche avere fede nell’:
                                                            1- ordine
                                                            2- istruzione
                                                            3- educazione
                                                            4- visione universale
                                                            5- rispetto per gli altri
                                                            6- fiducia
                                                            7- amore
                                                            8- devozione
3-Guru Pujanam: Adorazione
4-Samatabhava: Equilibrio (ideazione equilibrata, sentirsi sullo stesso piano)
5-Indriya Nigraha: Organi di senso e organi motori (tutti gli organi, sia di senso che motori, devono essere usati moderatamente, calcolare quindi e controllare)
6-Pramitahara: Hara= cibo
                         Mita= giusto
                         Pra= quantità e qualità
Questi amici che noi dobbiamo coltivare.
I nemici invece sono attivi da soli e sono:
1-Nidra: Sonno (e nidra dolce per chi non vuole impegnarsi, rinviare ciò che devi fare in / come pratica) bisognerebbe dormire 6 ore al massimo, il sonno è lecito ma non deve essere esagerato.
2-Tandra: Dormiveglia, sonnolenza o torpore (tandra non è lecita)
3-Bhaya: Paura, è necessaria perché fa parte della vita ma non deve avere il sopravvento
4-Krodha: Rabbia, anche lei è necessaria e anche lei non deve avere il sopravvento
5-Alasya: Pigrizia o letargia, l'ozio è negativo, quello che non vuoi fare dimostra che hai un po' di pigrizia verso quella cosa
6-Diirga Sutrata: Vuol dire procrastinare, per esempio: Rimandare è negativo
Ci penso è positivo
Dobbiamo ricordarci che in noi siamo responsabili delle nostre azioni, la considerazione è mia il rapporto agli altri.
La mia persona viene per prima cosa e ricordiamoci che più uno è rigido più va verso la morte, altre due considerazioni che "mi piace" è uguale ad attaccamento mentre "mi serve" e uguale a distacco.
A tale proposito dobbiamo ricordare che gli organi di senso (occhi, orecchie, naso, lingua e pelle) e gli organi motori (mani, piedi, corde vocali, organi sessuali ed escretori) sono gli organi che noi abbiamo per percepire il mondo esterno tramite il primo livello della mente, cioè la mente grossolana o Annamaya kosha (il corpo fisico) e sono chiamati Karmendriya gli organi motori e Jinanendriya gli organi di senso.





venerdì 22 aprile 2016

Eka Pada Galavasana: Posizione del Piccione Volante (Flying Pigeon)


Eka Pada Galavasana: Posizione del Piccione Volante (Flying Pigeon)

Eka Pada Galavasana, è un posizione di livello avanzato. Gli elementi di equilibrio, forza e l'apertura delle anche sono essenziali. Questa asana è dedicata al saggio Galava. Secondo la storia, Galava era figlio di Vishvamitra, Guru di Rama. 'Gala' significa anche cavo. 
Consigli per principianti:
Posizioni preparatorie invece: Eka Pada Galavasana richiede la flessibilità dell'anca,quindi va preparata con posizioni come Eka Pada Raja Kapottasana (il piccione reale), la tecnica di equilibrio di Bakasana (il corvo), due pose su cui concentrarsi. Bakasana in particolare, è la chiave di molti equilibri sui bracci più avanzati. Poi bisogna veramente capire come alzare entrambi i piedi da terra, senza cadere in avanti. Bisogna imparare a padroneggiare bene Chaturanga Dandasana.
Per arrivare a questo punto è fondamentale per tenere la testa alta e il peso del corpo in movimento in avanti. Il peso del busto deve rimanere in avanti per bilanciare il peso della gamba, il rimanere saldi sui bracci porta a pensare che bisogna avere molta forza sui bracci, in realtà è più da capire e comprendere come controllare il centro di gravità attraverso la muscolatura addominale.
Benefici : Aumenta la forza del braccio,lavora negli addominali, e l'equilibrio. Apre i fianchi.
PARTI DEL CORPO COINVOLTE: Bacino, Addome, Gambe, Spalle, Sedere, Braccia, Articolazioni. Quindi non bisogna avere problemi in queste parti del corpo, bisogna anche usare una forte concentrazione sia per l’esecuzione che per superare la “paura” di cadere in avanti.
Istruzioni:
1. Iniziare portandoci in Utkatasana,la posizione della sedia.
2. Spostiamo il peso sulla gamba sinistra. Solleviamo il piede destro da terra e lo portiamo sulla coscia sinistra come in Ardha Padmasana. Posizioniamo la caviglia appena sopra il ginocchio sinistro.
3. Iniziamo ad entrare con le braccia curvandoci in avanti, sopra la tibia destra. Pieghiamoci sufficientemente per portare i palmi delle mani sul pavimento.


4. Agganciamo le dita del piede destro attorno al braccio sinistro,dobbiamo tenere il piede destro e le dita del piede strettamente e fortemente avvolgenti al braccio.
5. Pieghiamo entrambi i gomiti nella posizione di Chaturanga Dandasana per fare un appoggio per il piede destro.

6.Portiamo il busto in avanti, appoggiando il vostro piede destro sulla parte superiore delle braccia, in un primo momento possiamo tenere il ginocchio piegato.

7. Portiamo il nostro peso in avanti per raddrizzare la gamba sinistra dietro di voi e poi contraendo in espirazione gli addominali,allunghiamo la gamba sinistra. Se pieghiamo sia le braccia che i gomiti più simili a Chaturanga Dandasana rendiamo la posizione più intensa.





8.Facciamo diversi respiri in posizione a seconda di quanto riusciamo a rimanere in equilibrio.
9.Portiamo il piede sinistro a terra per scendere e sciogliere il piede destro,riportandoci in Utkatasana.
10. Ripetiamo poi sull'altro lato.
Come sempre ripeto che la posizione deve essere insegnata da un insegnante qualificato.
(alcune immagini sono mie altre tratte da Yoga Journal. com)

venerdì 7 novembre 2014

Parsva Bakasana (Posizione del Corvo laterale)



Oggi parliamo di Parsva Bakasana, la posizione del Corvo laterale, una posizione di livello avanzato dove le parti del corpo coinvolte sono l’addome, le spalle, le braccia e tutte le articolazioni in generale.
I benefici sono che questa posizione va rinforzare le braccia e i polsi, allo stesso tempo tonifica il ventre (l’addome) e la colonna vertebrale, migliora il senso di equilibrio. A volte si può avere la sensazione di assoluta libertà dovuto al fatto che la schiena e il bacino sono staccati da terra e portati in posizione orizzontale.
Le controindicazioni sono i problemi legati ai polsi o lesioni alla parte bassa della schiena. Un suggerimento per i principianti e che per proteggere il proprio equilibrio e consigliato portare la fronte su un blocco.
Come si esegue?  Usiamo allora i consigli che troviamo su Yoga Journal:
 1-Piegate le ginocchia a un mezzo squat, le cosce sono parallele al pavimento.  I talloni se non sono appoggiati comodamente sul pavimento sosteneteli con una spessa coperta ripiegata. Prendete il vostro gomito sinistro e portatelo verso l'esterno della coscia destra mentre ammorbidite la pancia.
     2-Espirando, ruotate il busto verso destra, portando le costole in basso a sinistra di fronte, verso la coscia destra, per quanto vi è possibile.
     3-Far scorrere la parte posteriore del braccio sinistro verso la parte esterna della coscia destra, portando la vostra ascella esterna il più vicino alla parte esterna della coscia, come sia possibile personalmente. Mantenete il braccio in posizione, fate una leggera curva indietro per torcere di nuovo il busto più profondamente.
     4-Mentre espirate ogni volta, ripetete questi movimenti alternati di piegamento e torsione fino a raggiungere la massima rotazione. Ora fate portate il braccio sinistro in alto e verso l'anca destra e premete con forza contro la vostra coscia destra; mantenete questa pressione. Cercate di non cambiare per tutta l’esecuzione della posizione.
     5-Ora accovacciatevi completamente, i glutei sono poco sopra i talloni. Portate il palmo della mano sinistra sul pavimento appena fuori il piede destro. Le mani devono essere alla larghezza delle spalle e posizionate su una linea immaginaria tracciata in diagonale a partire dal vostro piede destro angolato in direzione del tallone. Impostare le dita parallele tra loro. La maggior parte del peso sarà sui piedi.
     6-Concentratevi sul mantenimento del punto di contatto tra il braccio sinistro e alla coscia destra mentre lentamente solleva il bacino e spostate verso destra, con l'obiettivo di portare al centro del vostro addome sopra e tra le mani. Non è questo il punto di equilibrio preciso, ma lo si ottiene così vicino che probabilmente sarete in grado di trovare la posizione ideale a tatto. Come ci si avvicina, il peso sulle mani aumenterà, mentre quello ai piedi diminuirà fino a che non si siano sollevate facilmente.
     7-Ora mettere il tocco finale. Tenere i piedi appoggiati insieme e premere attraverso i loro bordi interni. Portate i talloni verso i glutei. Espirando, ammorbidite la pancia per preparare la torsione, quindi portate l'anca sinistra con forza verso il basso e sollevate entrambi i piedi. Le braccia possono rimanere leggermente piegate, ma raddrizzatele il più possibile senza che le gambe scivolino verso il basso.
Sollevate il petto e la testa, e guardate avanti. Respirate in modo uniforme e naturale. Mantenete la posizione per venti secondi o più, quindi abbassate i piedi di nuovo a terra con un’espirazione. Ripetete sull'altro lato per lo stesso periodo di tempo.
Le foto che seguono mostrano come eseguire la posizione e sono prese da: http://www.msn.com/it-it/salute/fitness/esercizio/dettagli/posizione-del-corvo-laterale

                                                foto n. 1
foto n.2


foto n.3
foto n.4
foto n.5






domenica 14 settembre 2014

GURUBHAVA



गुरुभाव  (Gurubhava)



La “Sri Guru Gita” è una scrittura indù di 216 versi, scritto dal saggio Vyasa

Esso descrive una conversazione tra Shiva e sua moglie, la dea Parvati, in cui lei chiede di insegnarle circa il Guru. Shiva risponde descrivendo il principio Guru, i modi adeguati di adorare il Guru e i metodi e i benefici di ripetere Sri Guru Gita . Il testo si crede sia parte del più ampio “Skanda Purana” . Ci sono diverse versioni del Guru Gita, che variano da circa 100 a oltre 400 versi.

Nel “Siddha Yoga”, la Guru Gita è considerata un "testo indispensabile". Swami

Muktananda scelse 182 versi per creare una versione unica della Guru Gita, che ha la sua melodia per il canto.

Il testo dà anche l’etimologia della parola Guru,

 dove la radice gu sta per oscurità,

mentre la radice ru sta per luce.

Il termine Guru è quindi spiegato come colui che rimuove dalle tenebre, che rivela la luce nel cuore del discepolo. (da Wikipedia). Il verso “174” dice:

“Gurubhāvaḥ paraṁ tīrthamanyatīrthaṁ nirarthakam Sarvatīrthāśrayaṁ 

devi pādāṅguṣṭhaṁ ca vartate”.

La sua traduzione in italiano è:

“La devozione al Guru è il più sacro rifugio. (Quel luogo veramente diviene sacro).

Ogni altro luogo di pellegrinaggio non da frutto.

Oh Dea! Infatti tutti i luoghi sacri prendono vita dai piedi del Guru, anzi dal solo alluce del suo piedi”.

Gurubhava deriva dalla radice sanscrita “bhuu”, che significa "di esistere, di diventare". E ’ l’espressione o l’atteggiamento di diventare tutt'uno con/ o di diventare assorbiti nel “Guru”, essere totalmente immersi nel Guru, o identificato con lui.

Gurubhava significa quindi "Essere totalmente immersi nel GURU".

E’ stata la pratica di meditazione preferita da Baba Muktananda - quella di identificare ogni parte del suo corpo, la mente e lo spirito con il suo Guru, Bhagawan Nityananda.

In questo modo ha vissuto Gurubhava il grande Guru "Swami Muktananda" e lui ne parla nel suo libro “Il Gioco della Coscienza”.



lunedì 8 settembre 2014

La meditazione Mettā Bhāvanā

Immagine di Avalokiteshvara il Buddha della Compassione

Il Mettā Bhāvanā è una forma di meditazione comune nel Buddhismo,soprattutto della scuola buddhista Theravada. La parola Mettā è una parola Pali che significa amore-gentilezza non condizionate. Questo tipo di meditazione è praticata con la consapevolezza (la coscienza) del respiro, che dà concentrazione, con lo scopo di prevenire la perdita della compassione.La meditazione mettā bhāvanā  significa coltivazione del mettā.
L'oggetto della meditazione mettā è sviluppare benevolenza e compassione verso tutti gli esseri senzienti. I sei passi del mettā bhāvanā sono coltivare amore e benevolenza verso:
        1-Se stessi
        2-Un buon amico
        3-Una persona neutrale 
        4-Una persona difficile
        5-Tutti quattro i precedenti
        6-Gradualmente, l'intero universo
La pratica, come viene insegnata nel Buddhismo Theravada, solitamente inizia con la coltivazione della compassione e dell'amore per se stessi, poi per le persone amate, gli amici, maestri, stranieri ed infine per i nemici. E’un buon metodo per calmare la mente, oltre che  un "antidoto" all'ira. Chi sviluppa il mettā difficilmente sarà turbabile e potrà sopprimere la rabbia sul nascere. Tali persone saranno più attente verso gli altri, più disposte a voler bene ed amare, e più inclini ad amare incondizionatamente.( (Kamalashila 1996, p.25-26).
I Buddhisti credono che le persone che hanno molto mettā saranno più felici poiché non vedranno motivi per volere il male di qualcuno. I maestri buddhisti possono raccomandare la meditazione sul mettā come antidoto all'insonnia e agli incubi. È comunemente sentito che coloro i quali sono intorno ad una persona che ha sviluppato il mettā si sentono a loro agio e più felici. L'emanazione del mettā contribuisce ad un mondo pacifico, d'amore e felicità.
Nel Buddhismo, la compassione è il vissuto del desiderio del bene nei confronti di ogni essere senziente. Esso viene indicato con i due termini sanscriti di:
  • karuṇā (pālikaruṇā) nel significato di "pietà", "misericordia", "vissuto di dolorosa empatia" reso in lingua cinese come 悲 bēi, in giapponese hi, in tibetano snying rje;
  • maitrī (pālimettā) nel significato di "amore", "benevolenza", "carità", reso in lingua cinese come 慈 , in giapponese ji, in tibetano byams pa.
·         Nel Buddhismo Mahāyāna la "compassione" (karuṇā) rappresenta unitamente alla "saggezza" (prajñā) i due pilastri delle proprie dottrine e pratiche religiose.
·         La dottrina e la pratica mahāyāna della "compassione" si fondano sulla consapevolezza (saggezza, sans. prajñā) della "Verità della Via mezzo" (sanscrito mādhya-satya) predicata da Nāgārjuna ovvero sulla compresenza della "assolutezza" (paramārtha-satya) o vacuità (śūnyatā-satya) e della "singolarità" o "provvisorietà" (saṃvṛti-satya) in ogni aspetto della Realtà ultima per cui essendo "Tutto" privo di esistenza intrinseca, indipendente, ogni fenomeno esiste sia nella sua natura soggettiva ("convenzionale") e contemporaneamente nella sua relazione con gli altri ("assoluta") rappresentando la "singolarità" una delle molteplici manifestazioni di un'unica Realtà ultima: singole facce di un «grande brillante». Le distinzioni che la mente opera di continuo, unicamente dividendo e classificando in categorie le percezioni, sono viste, dunque, come illusorie e l’ego se non compreso anche olisticamente con l'intera Realtà è solo un'illusione poiché non esiste un io separato da tutto il resto.
·         Per questa ragione il Buddhismo Mahāyāna non predica il "distacco" nei confronti dei sentimenti e dei vissuti quale l'amore e la pietà, ma fonda la sussistenza di ciò sulla corretta comprensione della Realtà ultima (saggezza, sans. prajñā).
·         Quindi non vi può essere "compassione senza saggezza", né "saggezza priva di compassione".
·         Nel Buddhismo Mahāyāna il principio della "compassione" è rappresentato dal bodhisattva cosmico Avalokiteśvara.
·         (da Wikipedia).



Le Forme dello Yoga


Le Forme dello Yoga

Un giorno una persona mi ha chiesto: “Perché in occidente quando si parla di Yoga viene proposto e s’intende soprattutto l’attività fisica?”.

Quando le prime persone che portarono in occidente lo yoga, non so se per scelta o necessita,portarono soprattutto l’ HATHA YOGA, cioè lo Yoga delle discipline fisiche,e nonostante che ad oggi il termine Yoga abbia ottenuto,grazie a molti insegnanti,la rivalutazione del suo vero significato, nella mente di molte persone è rimasto quel vecchio legame dovuto a scarsa conoscenza dell’ argomento. In realtà esistono varie forme di Yoga, quelle che vi andrò a elencare sono le più importanti:

Karma Yoga o Yoga dell’azione disinteressata

Jinana Yoga o Yoga della conoscenza

Bhakti Yoga o Yoga della devozione

Raja Yoga o Yoga della meditazione

Hatha Yoga o Yoga delle discipline fisiche che comprende :

asana (posizioni), pranayama (controllo del respiro), bandha e mudra.


A queste forme bisogna aggiungere il Kriya Yoga, una particolare forma di Raja Yoga

legata soprattutto a Paramahansa Yogananda.

In seguito anche nell’Hatha Yoga si sono formate varie scuole, grazie a vari maestri, per esempio:

Iyengar Yoga di B.K.S Iyengar

Astanga Yoga di Pattabhi Jois

(da non confondere con Astanga Yoga,gli otto stadi di cui parla Patanjali negli Yoga Sutra)

Anusara Yoga di John Friend Power Yoga

e Vinyasa Flow Yoga

Ma anche altre e alcune di quelle riportate sopra hanno trasformato l’ Hatha Yoga nel cosiddetto Yoga dinamico, che mio personale e sottolineo personale pensiero , è lontano da quello che è lo Yoga che viene insegnato negli Yoga Sutra da Patanjali.

Patanjali scrive sul secondo libro degli Yoga Sutra il “Sadhana Pada” al sutra numero 46 come deve essere eseguita un’ asana(posizione) in questo modo:

STIRA- SUKHAM- ASANAM “

Stira = stabile, ferma

Sukham=comoda,confortevole

Asanam = posizione

Una posizione deve essere stabile e comoda”.

Come vediamo non parla di qualcosa di dinamico ma di statico, ma è solo il mio personale pensiero, và applicato questo sutra ad ogni esecuzione di asana,non solo a quelle meditative, tutto il resto esiste solo in ottica di business. Qualche anno fa,nel 2011, sulla rivista “ Vivere lo Yoga “ma anche sul giornale “La Repubblica” sono apparsi degli articoli su come l’India, patria natia dello Yoga, stia correndo ai ripari proprio contro il dilagare di stile e sopratutto del copyright tanto amato negli U.S.A.

Questo la dice lunga sulla modificazione del termine “YOGA”.


LA SINDROME METABOLICA



Per sindrome si intende una condizione patologica diffusa che interessa diverse componenti dell’organismo. Diversamente dalla malattia, la sindrome è quindi una situazione clinica che comprende una serie di fattori di rischio e di sintomi che si manifestano contemporaneamente nell'individuo. La sindrome è pertanto una condizione più complessa da controllare e curare rispetto a una specifica malattia proprio a causa della influenza reciproca tra i diversi componenti interessati. Per sindrome metabolica s’intende una patologia, generalmente associata a non appropriati stili di vita, che interessa diversi parametri:

Criteri di identificazione della sindrome metabolica a cura dell’OMS
Parametro
Patologia
Condizione patologica
pressione sanguigna  
ipertensione arteriosa
oltre i 130/85 mm Hg
metabolismo dei lipidi
colesterolemia
ridotto colesterolo HDL: 40 mg/dl nei maschi, 50 mg/dl nelle femmine; trigliceridemia: oltre i 150 mg/dl
metabolismo degli zuccheri
iperglicemia/diabete
glicemia a digiuno: oltre 110 mg/dl
peso corporeo
obesità
circonferenza vita: oltre i 102 cm nei maschi, 88 cm nelle femmine; BMI >30

Nella sindrome metabolica l’età è generalmente un fattore di rischio aggiuntivo (a partire dai 45 anni negli uomini e dai 55 nelle donne) in quanto l’organismo tende naturalmente a disequilibrarsi con l’avanzare degli anni.
Le 4 patologie che formano la sindrome metabolica (anche avere una sola di queste patologie si viene dichiarati affetti da sindrome metabolica) sono:
1.     IPERTENSIONE
2.     Diabete
3.     Sovrappeso e Obesità
4.     Disfunzioni nel metabolismo dei lipidi
Ipertensione: L'ipertensione arteriosa è un aumento a carattere stabile della pressione arteriosa nella circolazione sistemica. Per pressione massima si intende la pressione sistolica, cioè quella sviluppata durante le sistole cardiaca, mentre per pressione minima si intende la pressione diastolica, cioè quella sviluppata durante la diastole cardiaca. In base alle ultime linee guida dell'Organizzazione Mondiale della Sanità si parla di:
massima (mmHg)
minima (mmHg)
Pressione ottimale
<120
<80
Pressione normale
<130
<85
Pressione normale alta
130-139
85-89
Ipertensione lieve
140-159
90-99
Ipertensione moderata
160-179
100-109
Ipertensione grave
>180
>110
Ipertensione sistolica isolata
>140
<90
Diabete: Diabete è un termine derivato dal greco διαβαίνειν, che significa passare attraverso e identifica alcune malattie caratterizzate da poliuria (abbondante produzione di urina) e polidipsia (abbondante ingestione di acqua). Diabete mellito - le urine contengono grandi quantità di zucchero; ne fanno parte:
o    Diabete primario
§  Diabete tipo I, a patogenesi autoimmune
§  Diabete tipo II, familiare non autoimmune
o    Diabete secondario
o    Diabete gestazionale
o    IGT ( Impaired Glucose Tollerance, ridotta tolleranza al glucosio )
Diabete insipido - viene eliminata con le urine non solo acqua, ma pochissimi soluti; si divide in:
o    Neurogenico
§  Idiopatico
§  Secondario
o    Nefrogenico
·         Con i nuovi criteri si  definisce diabetico un soggetto che dopo 2 controlli glicemici, a digiuno, presenta un valore  della glicemia compreso tra 126  e 139 mg/dl o che dopo prova da carico orale con glucosio abbia a 2 ore un valore di glicemia > di 200 mg/dl
·         Intolleranza al glucosio o IGT (Imparied Glucose Tolerance) se il soggetto presenta dopo carico orale di glucosio, a 2 ore, valori glicemici compresi tra 140 ma <199 mg%;
·         Alterata glicemia a digiuno o IFG (Imparied Fasting Glucose) se il soggetto ha valori glicemici tra 110-125 a digiuno
·         NORMALE, se la glicemia è < 110 mg/dl.
Ve lo rispieghiamo con una tabella, dove sono riportati i criteri ADA ed OMS (Organizzazione Mondiale Sanità).
Valori della glicemia a digiuno e dopo 2 ore dal carico OGTT, secondo i criteri ADA ed OMS
DIAGNOSI
Glicemia (mg/dl)
 
ADA
OMS
 
 A digiuno
2 ore OGTT
A digiuno
2 ore OGTT
Normalità
<110
<140
<115
<140
IFG
110-125
 
 
 
Borderline
 
 
115-139
 
IGT
 
 
 
140-199
Diabete
>126
>200
>140
>200
Sovrappeso e obesità Il termine sovrappeso indica generalmente un eccesso di peso rispetto agli standard fissati dall'Organizzazione mondiale della sanità. Tale condizione è estesa a molte fasce della popolazione, specialmente quelle in cui l'approvvigionamento del cibo è abbondante e lo stile di vita sedentario. È inoltre considerata da molti come un importante fattore di rischio per l'instaurarsi di numerose patologie croniche, soprattutto nei casi più gravi, quando ci si trovi di fronte a un problema di obesità vera e propria. Il punto in cui una persona è detta in sovrappeso è determinato generalmente dal Indice di Massa Corporea (IMC).        
Il risultato deve essere nel parametro tra 18 e 25 sotto si è sottopeso sopra i 25 in sovrappeso.
Disfunzione nel metabolismo dei liquidi Le malattie del metabolismo alterano la capacità dell’organismo di “bruciare” le calorie introdotte con il cibo: si innesca un particolare meccanismo per cui la persona, pur mangiando sempre le stesse o minori quantità di cibo, aumenta di peso. In alcuni casi può dipendere da malattie della tiroide, come l’ipertiroidismo, una difettosa produzione di ormoni tiroidei, e le tiroiditi, cioè le infiammazioni della tiroide. Un improvviso aumento di peso può essere dovuto anche a disfunzioni delle ghiandole surrenali (che hanno un ruolo fondamentale nella regolazione del metabolismo dei grassi, dei carboidrati e delle proteine) e delle gonadi, le ghiandole sessuali costituite dal testicolo del maschio e dalle ovaie nella femmina. Anche l’assunzione di alcuni farmaci può indurre un aumento di peso. Tra questi sono compresi quelli che favoriscono una trasformazione in grasso di certi nutrienti come i carboidrati (per esempio alcuni lassativi). Ci sono poi quelli che provocano ritenzione idrica, che “gonfiano” a causa dei liquidi che l’organismo trattiene (come la pillola anticoncezionale) e infine quelli che contribuiscono ad aumentare l’appetito, perché agiscono direttamente sul centro della fame (come alcuni antidepressivi). In tutte 4 le patologie sopraindicate le cose più importanti sono l’alimentazione e l’attività fisica, oltre alle cure che il vostro medico riterrà più opportune. Fattori di rischio oltre ad avere una o più patologie insieme, e ad una alimentazione non adeguata, sono il fumo e l’alcool. Lo YOGA non si sostituisce al medico e alla medicina, anzi visto che una delle terapie consigliate dai medici in tutte queste 4 patologie è l’attività fisica, meglio se dolce e rilassante, la disciplina dello yoga attraverso le sue varie tecniche sia fisiche, sia del controllo del respiro che del rilassamento attraverso le sue forme una delle quali è la meditazione, anche come disciplina  dell’alimentazione corretta, affianca e integra la cura medica, come riabilitazione e attività motoria andando a lavorare sui vari sistemi del nostro corpo, sistema linfatico, sistema nervoso autonomo, sistema circolatorio, sistema respiratorio ecc…