Vedremo ora come eseguire una variante di Anjaneyasana (L'affondo lungo)
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giovedì 22 ottobre 2015
domenica 5 ottobre 2014
Surya Namaskar - Il Saluto al sole-
Il
suo nome deriva dal sanscrito "surya" che significa
"sole", e "namaskara" significa "saluto". E’ una
sequenza di asana (posizioni) di Hatha Yoga. Del “Saluto al
Sole” ne troviamo di diverse serie, dipendenti dalle varie scuole, e molto
spesso come variante solamente alcune posizioni, o anche sequenza intera. Il
momento più adatto per l’esecuzione di Surya Namaskara è al mattino, al momento
del sorgere del sole, per poter meglio sfruttare l’energia solare presente in
quel momento, il mattino può essere eseguito più velocemente, ma nulla toglie
che sia eseguito di sera, ma in modo molto più lento, proprio perché si
sviluppa più energia, più calore corporeo, determinato dai movimenti
nell’esecuzione delle posizioni, quindi, in alcune persone, si potrebbe notare
difficoltà al momento del riposo della notte.
In alcune
scuole la sequenza è realizzata in modo completo con l'ausilio
di pranayama (esercizi respiratori), mantra, mudra e
una particolare attenzione ai chakra (centri energetici del corpo
umano). Sin dai tempi antichi il “sole” è identificato come chi genera la vita
con i suoi raggi energetici che fanno fiorire l'uomo e la natura, quindi
l’esecuzione di Surya Namaskara, all’inizio, aveva lo scopo ispirato a devozione
nei confronti della nostra Stella. Oggi lo scopo non è solo ispirato a
devozione e simbolico, ma è anche fisico. Quando si descrive l’esecuzione di
ogni singola asana di Surya Namaskara, sono elencati alcuni benefici che
possono essere direttamente attribuiti a quella particolare posizione, tuttavia
Surya Namaskara dà pressoché un numero incalcolabile di altri benefici che non
possono essere attribuiti a ciascuna posizione ma che sono il risultato
dell’intera pratica. Il Saluto al Sole influisce molto potentemente su tutti i
sistemi del nostro corpo: endocrino, circolatorio, respiratorio, digestivo,
ecc. e porta loro aiuto bilanciandoli uno con l’altro e aiuta a un riequilibrio
sia fisico sia mentale. Tutti i maggiori muscoli sono esercitati in modo completo,
una pratica giornaliera di questo esercizio rende tutto il corpo sano.
Rivitalizza il corpo e la mente rende più acuta la facoltà di pensiero, gli
organi addominali sono allungati e compressi in modo alterno, quest’alternanza
e stimolazione assicurano il corretto funzionamento degli organi. Molte persone
non respirano correttamente, ecco che il sincronismo del respiro con il
movimento fisico durante la pratica giornaliera di surya namaskara assicura
che, almeno per alcuni minuti il giorno, un praticante respiri profondamente e
ritmicamente come si dovrebbe. Questo rimuove dai polmoni l’aria stagnante
carica di germi sostituendola con aria ricca di ossigeno. Una chiarezza mentale
è così determinata dall’afflusso di sangue fresco ossigenato al cervello. La
sequenza più usata in occidente, è il surya namaskara di Rishikesh, il saluto
che si praticava secondo lo stile insegnato da Swami Shivananda dell'ordine dei
Saraswati. E' una pratica composta di una serie di dodici posizioni
eseguite l'una dopo l'altra al ritmo del respiro (alle posizioni di apertura si
accompagna l'inspirazione, a quelle di chiusura
l'espirazione). Esecuzione:
Si parte
dalla posizione di Tadasana (la Montagna) e s’inspira, poi inizia la vera
sequenza cosi descritta:
1- Espirando ci si porta nella posizione di Namaskar Mudra
concentrandosi sul chakra Anahata (chakra del cuore.)
2-
Inspirando
ci allunghiamo con
le mani in alto, leggermente piegate all’indietro dalla base lombare, nella
posizione di Hasta Uttanasana, mantenendo contratti i glutei e facendo una
retroversione del bacino, a protezione proprio della parte lombare, e ci
concentriamo sul Vishudda Chakra (chakra della Gola.)
3-
Espirando
ci pieghiamo in
avanti portando le mani a terra vicino ai piedi, nella posizione di
Padahastasana o Uttanasana, e ci concentriamo sullo Swadhistana Chakra (chakra
che si trova all’altezza dell’osso pubico.)
4-
Inspirando
allunghiamo il
piede destro all’indietro nella posizione di Anjaneyasana o affondo lungo, con
le mani a terra, alcune scuole fanno appoggiare il ginocchio destro a terra, la
nostra concentrazione va sul Chakra Ajna (il chakra che si trova nello spazio
tra le sopracciglia chiamato anche terzo occhio.)
5-
Espirando
portiamo indietro
anche il piede sinistro andando a eseguire Adho Mukha Svanasana (la posizione
del cane a faccia in giù) e ci concentriamo sul Vishudda Chakra (chakra della
Gola)
6-
Trattenendo
in respiro (Kumbaka) velocemente
eseguiamo Astanga Namaskara, il saluto con le otto parti del corpo. (Di cui vediamo un’immagine)
e ci
concentriamo sul Chakra Manipura (chakra del plesso solare o dell’ombelico)
7-
Inspirando possiamo eseguire o Bhujangasana
(posizione del cobra) o chi lo desidera al suo posto Urdhva Mukha Svanasana (la
posizione del cane a faccia su) concentrandoci sul Chakra Swadhistana (chakra
che si trova all’altezza dell’osso pubico.)
8-
Espirando
torniamo in Adho
mukha svanasana, concentrandoci sul chakra Vishudda (Gola)
9-
Inspirando portiamo il piede sinistro in
avanti tra le mani ripetendo Anjaneyasana, l’affondo lungo e concentrandoci sull’Ajna
Chakra (terzo occhio.)
10- Espirando portando anche il piede destro in
avanti tra le mani torniamo nella posizione di Padahastasana o Uttanasana, la
concentrazione è sul Chakra Swadhistana (all’altezza dell’osso pubico.)
11- Inspirando allargando lateralmente le mani
torniamo nella posizione N.2 di
Hasta Uttanasana concentrandoci sul Chakra Vishuddha (Gola)
12- A questo punto espirando torniamo a
eseguire di nuovo la sequenza tornando in Padahastasana, ripetendo sia le
posizioni, che la respirazione e le concentrazioni sui Chakra, l’unica variante
sarà al momento di eseguire Anjaneyasana, questa volta porteremo indietro il
piede sinistro rimanendo con il piede destro tra le mani, lo stesso faremo al
momento del ritorno da Adho Mukha Svanasana prima porteremo il piede destro in
avanti inspirando.
13- Una volta che alla fine torniamo in
Hasta Uttanasana, espirando chiudiamo in Namaskar Mudra 8posizione del saluto o
preghiera come alcuni la chiamano), se poi vogliamo chiudere meglio prima
inspiriamo e poi espirando allargando lateralmente le mani e leggermente le
braccia per tornare alla posizione di partenza Tadasana.
Questo
è il modo come si dovrebbe eseguire Surya Namaskara, dodici posizioni da un
lato e dodici posizioni dall’altro lato, anche se a vedere bene l’unica
posizione che varia, perché assimetrica, è Anjaneyasana.
Buona
pratica a tutti.
lunedì 8 settembre 2014
Yoga- Tai Chi Chuan e Qi Gong
Mi sono sempre chiesto cosa può unire una disciplina come lo Yoga, in particolar modo l’Hatha Yoga, e il Tai Chi Chuan, una disciplina tradizionale cinese, più nota come Tai Chi (Tai ji). Poi girando su internet ho trovato questo sito, la cui Home Page inizia con queste parole:
“C'è uno spazio armonico esterno a noi dove ci incontriamo per condividere movimenti, emozioni, pensieri e silenzi ed uno interno a noi dove li accogliamo serenamente...”( Michele Isola -Insegnante e ricercatore di tecniche corporee, energetiche e meditative -http://www.spazioarmonico.it ).
Proprio in questi spazi, esterno e interno, ruota la nostra vita.
“Negli Stati Uniti hanno combinato tra loro queste due antiche discipline ed è nato il tai chi yoga, una ginnastica dolce, che abbina le movenze lente e fluide tipiche del tai chi, antica arte marziale cinese, alle posizioni classiche dello yoga. Il risultato è una pratica che regala elasticità e tonicità ai muscoli, senso dell’equilibrio e rilassamento. Le due discipline, una di origine cinese e l’altra di origine indiana, hanno numerosi punti in comune. Entrambe mirano ad eliminare lo stress, entrambe regalano benessere, entrambe si basano sul rilassamento stimolato con la respirazione e una postura corretta. Il tai chi yoga assimila dallo yoga, in particolare l'hatha yoga, l’importanza dell’esercizio fisico: esso si basa sull’assunzione di posizioni, dette asana, che allungano i muscoli e sono accompagnate da una respirazione completa. Le asana via via diventano sempre più complesse. Del tai chi, riprende i movimenti lenti ma continui, denominati forme. Tali movimenti, ripetuti in sequenza, diventano una vera e propria danza che coinvolge tutti i muscoli. Il risultato è una ginnastica dolce ma efficace, che regala ai muscoli elasticità e tonicità, le articolazioni sono più sciolte, i riflessi pronti, si avvertono un maggiore senso di equilibrio e un vero e proprio rilassamento di tutto il corpo”. Secondo la filosofia orientale, infatti, lo stato armonioso ideale è rappresentato dall'equilibrio perfetto delle forze naturali presenti anche in noi stessi. ( articolo scritto da Elisabetta Frattini).
Francesco Curci – Insegnante di Tai Chi- ci spiega invece in un articolo le differenze tra Yoga e Tai Chi.
“. Spesso chi si avvicina a queste arti del benessere ricerca qualcosa che ha a che fare con la realizzazione di un proprio bisogno/desiderio interiore, che entrambi le discipline hanno, in potenza, la capacità di soddisfare. Ciò premesso volendo cercare delle differenze tra le due discipline, la più eclatante è senz'altro che il Tai Chi è un'arte marziale, ciò presuppone, a tratti, intenzioni diverse e molti esercizi a coppie, meno frequenti nello Yoga. Detto questo, proprio perché ho una certa esperienza in campo marziale, sconsiglio a chiunque di sottovalutare le possibili capacità di reazione di un bravo praticante Yoga, quand'anche non abbia mai frequentato nemmeno un breve corso di difesa personale. Essendo le due discipline nate in aree diverse (India e Cina) risentono e talvolta incarnano influssi religiosi e culturali con specifiche peculiarità, ma anche queste sono spesso più differenti nei nomi e nelle forme che nei reali contenuti.
Premetto che a seconda delle varie scuole si possono trovare molte eccezioni, comunque, schematizzando:
• Lo Yoga svolge lavoro anche a terra, il Tai Chi in genere no.
• Lo Yoga ha molte posizioni statiche, il Tai Chi le ha, ma è senz'altro più noto per quelle in movimento (Forme).
• Lo Yoga studia con grande attenzione le mille forme di respirazione, nel Tai Chi la respirazione viene lasciata crescere in modo del tutto naturale o al massimo studiata con pochi esercizi specifici.
• Lo Yoga nasce come una pratica ascetica/meditativa, il Tai Chi nasce come arte marziale.
• Nello Yoga si privilegiano le pratiche individuali, nel Tai Chi tradizionale sono essenziali gli esercizi a coppie.
• Nello Yoga gli esercizi vengono spesso eseguiti lentamente, nel Tai Chi tradizionale vi sono molti esercizi dinamici, veloci e di spostamento.
• Nello Yoga l'energia viene generalmente utilizzata per il proprio benessere, nel Tai Chi ci si allena anche ad esprimere la propria energia in modo esplosivo verso un potenziale avversario.
• Lo Yoga si integra con la medicina indiana, il Tai Chi con quella cinese.
• Lo Yoga è bellissimo!
Io direi, per quanto sia possibile, si può unire al Tai Chi e allo Yoga anche il “Qi Gong”, il quale è un insieme di antichi esercizi fisici, respiratori e mentali volti a produrre effetti diretti sui meridiani energetici, stimolando la circolazione sanguigna e l’energia vitale di chi lo pratica.
Infatti la parola Qi Gong significa letteralmente “coltivare la propria energia (Qi)”; pertanto praticare Qi Gong significa accumulare e aumentare la propria energia interna per farla scorrere con forza e senza impedimenti nei meridiani del corpo. Una buona quantità di “energia essenziale” significa avere un’ottima salute e raggiungere uno stato di benessere ed equilibrio psico-fisico. Imparando bene da Insegnanti qualificati le tre discipline,ognuno può creare delle sequenze interessanti,fluide e direi anche coreografiche di Tai Chi, Yoga e Qi Gong. Buon Lavoro a chi vuol imparare.
EKA PADA RAJA KAPOTASANA
Eka
pada raja kapotasana è una delle asana (posizione) più difficile da eseguire ma
bella da vedere. Il significato è:
EKA=uno PADA=piede RAJA=reale KAPOTASANA= piccione “Posizione
del Piccione Reale”.
EKA,
uno. Individua la forte disparità della posizione. Si dicono posizioni pari
quelle in cui il corpo lavora allo stesso modo rispetto al suo asse di
simmetria, dispari quelle opposte.
PADA,
piede. I 2 piedi occupano in questa posizione quadranti spaziali totalmente
diversi, in pratica chi ha dato il nome alla posizione ha voluto accentuare l’
asimmetria della posizione stessa proprio facendo riferimento alla collocazione
spaziale di un piede.
RAJA,
reale. E’ vero Raja e’ attributo (nel senso di prossimo) di Kapotasana da qui
la traduzione in Piccione Reale.
KAPOTASANA,
piccione. E’ il riferimento alla forte espansione del torace che ricorda il
petto del volatile, distensione che si prolunga nella posizione delle braccia,
del collo e della testa. Un’ osservazione ulteriore: un piccione quando
pone la testa in questa posizione si predispone a trapassare ad altra vita!
Qualcosa in questa posizione deve esprimere un forte mutamento.
La
posizione e’ raggiungibile mediante una ventina di varianti che rappresentano
di per se’ un percorso, una sequenza. Già nelle prime varianti preparatorie
viene presentata al sadhaka una forte distensione del bacino, sembra che gli
arti inferiori si perdano nello spazio. L’ asana, la cui azione si intensifica
con le varianti più avanzate, RAFFREDDA Muladhara, Svadisthana e Manipura
Chakra il prana viene diretto sui chakra toracico, tiroideo e frontale. Da
quanto detto risulta evidente che Eka Pada Rajakapotasana e’ chiave primaria
per l’accesso a Pratyahara. ( Il testo sopra citato è stato preso dall’
articolo di Ckstars su Yoga.it del 04/01/08 16:20 oggetto: [QUADERNI
TECNICI] Eka Pada Rajakapotasana).
Voglio
ricordare che Pratyahara significa “allontanare i sensi dagli oggetti
del mondo materiale”. Il pratyahara è il grado sul quale l’adepto impara a
comandare i suoi “tentacoli”o sensi della coscienza che in sanscrito si
chiamano “indrie”. Gli europei traducono il termine pratyahara come “il
controllo dei sensi”.Benefici: si eliminano i disturbi del sistema
urinario. Stimola i muscoli della spalla e del collo - aumenta la vitalità
perchè viene incrementata la circolazione del sangue nella tiroide, nelle surrenali
e nelle gonadi.
Controindicazioni : cardiopatie, ipertensione.
Controindicazioni : cardiopatie, ipertensione.
Come
abbiamo visto dai benefici vengono interessate la tiroide (Vishuddha Chakra),
le surrenali (Manipura Chakra) e gonadi (Svadisthana Chakra). E’ una asana da
eseguire sotto controllo di un insegnante esperto.
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Virabhadrasana 2 (La posizione del Guerriero 2 )
Virabhadrasana 2 (immagine tratta dal libro Yoga
Anatomy di L.Kaminoff )
Il nome di questa posizione deriva da Virabhadra, un fiero e
mitico guerriero, un super essere creato
dalla collera di Rudra (Shiva), quando è intervenuta per distruggere il Yagna
(sacrificio del fuoco) di Daksha, dopo che la sua figlia Dakshayani (Sati) -
consorte di Shiva, si era auto-immolata nel fuoco dello yagna.
Vīrabhadra è descritto come un guerriero che ha alla fine accecato Bhaga. Altri dèi,erano fuggiti dal campo di battaglia perché non erano in grado di sostenere il suo potere. Un tempio a lui dedicato, si trova nella città di Veerbhadra, vicino a Rishikesh in Uttarakhand e in Pasumbalur, vicino Perambalur quartiere, Tamil Nadu.(da Wikipedia).L’immagine che vediamo è tratta dal libro Yoga Anatomy di Leslie Kaminoff e possiamo vedere quali sono le parti del corpo e la muscolatura che viene utilizzata durante l’esecuzione della posizione.
Vīrabhadra è descritto come un guerriero che ha alla fine accecato Bhaga. Altri dèi,erano fuggiti dal campo di battaglia perché non erano in grado di sostenere il suo potere. Un tempio a lui dedicato, si trova nella città di Veerbhadra, vicino a Rishikesh in Uttarakhand e in Pasumbalur, vicino Perambalur quartiere, Tamil Nadu.(da Wikipedia).L’immagine che vediamo è tratta dal libro Yoga Anatomy di Leslie Kaminoff e possiamo vedere quali sono le parti del corpo e la muscolatura che viene utilizzata durante l’esecuzione della posizione.
Questa posizione (asana) dona i seguenti benefici:
* Rafforza e allunga gambe e le caviglie
* Allunga inguine, torace, polmoni e spalle • Stimola
gli organi addominali • Aumenta la resistenza
* Dà sollievo ai dolori alla schiena, in particolare durante
il secondo trimestre di gravidanza
* E’ terapeutica per la sindrome del tunnel carpale, piedi
piatti, infertilità, osteoporosi e sciatica. Come altre asana le persone
che hanno diarrea:
• Pressione sanguigna alta • Problemi al collo: in
questo caso non voltate la testa per guardare al di sopra della mano
(continuate a guardare dritto davanti a voi con entrambi i lati del collo
distesi),
dovrebbero essere cauti nell’ eseguirla o astenersi, logicamente
parlando con un insegnante di yoga si possono chiarire le domande e le
problematiche di ogni singolo caso.
Non bisogna mai generalizzare, ma chiedere, perché ognuno è un
individuo diverso dall’ altro.
Vediamo ora come Yoga Journal ci descrive l’esecuzione di
Virabhadrasana 2:
° State in piedi in posizione Tadasana. Con un’espirazione
allontanate i piedi, anche con un piccolo salto, collocandoli ad una distanza
di circa un metro l’uno dall’ altro.
° Sollevate le braccia parallelamente al pavimento e
allontanatele con forza dai vostri fianchi, con le scapole allargate e i palmi
rivolti verso terra.
° Voltate leggermente il piede destro verso destra e ruotate
il piede sinistro verso sinistra di 90 gradi. Allineate il tallone sinistro con
il destro. Bloccate le cosce e girate la coscia sinistra all’ esterno facendo
in modo che il centro della rotula sinistra sia in linea con il centro della
caviglia sinistra.
° Espirate e piegate il ginocchio sinistro sulla caviglia
sinistra di modo che lo stinco sia perpendicolare al pavimento. Se possibile,
portate la coscia sinistra in posizione parallela al pavimento. Bloccate questo
movimento del ginocchio sinistro rafforzando la gamba destra e premendo la
parte esterna del tallone destro sul pavimento.
° Allungate le braccia allontanandole dallo spazio tra le scapole,
tenendole parallele al pavimento. Non appoggiate il busto sulla coscia
sinistra: mantenete distesi allo stesso modo i lati del busto e tenete le
spalle direttamente sopra il bacino. Premete leggermente il coccige verso il
pube. Voltate la testa verso sinistra e guardate al di sopra delle dita.
° Mantenete questa posizione dai 30 ai 60 secondi. Inspirate
per raddrizzarvi. Cambiate piede e ripetete il tutto per lo stesso numero di
secondi.
Virabhadrasana 3 (La Posizione del Guerriero 3)
La posizione del guerriero nella sua
versione denominata tre è una posizione di equilibrio, asimmetrica ed è di
livello intermedio.
L’esecuzione di quest’asana dà
un’estensione assiale della colonna, dobbiamo eseguire una flessione e una
rotazione della spalla. A livello delle gambe, in quella anteriore (quella che
sorregge) ci sono una flessione e un’adduzione dell’anca, un’estensione del
ginocchio e una flessione dorsale della caviglia, la gamba posteriore c’è
un’estensione neutra e una rotazione mediale dell’anca, l’estensione del
ginocchio e la flessione dorsale della caviglia.
Sono usati gli estensori della colonna per
contrastare la forza di gravità, mentre per mantenere la colonna in una
posizione neutra, dovranno essere usati gli addominali e il piccolo psoas.
Un’osservazione: un uso eccessivo del
grande gluteo può provocare la rotazione esterna di una o entrambe le gambe.
Durante l’esecuzione di Virabhadrasana 3
usiamo i Tre Bandha (Jalandhara – Uddiyana e Moola) per aiutare a creare
l’estensione assiale che sostiene la posizione e questo riduce il volume totale
del respiro. Possiamo usare anche UJJAYN durante l’esecuzione per divenire più
consapevoli sia della posizione sia del respiro.
Quest’ asana richiede una particolare
tenacia per restare in posizione questo ci aiuta a renderci più forti
psicologicamente da avere la mente salda per i momenti di maggiore difficoltà
della vita.
NB: molte note di questo post e la foto
sono tratte dal libro “Yoga Anatomy” di Leslie Kaminoff.
B.K.S. IYENGAR ci dice che con
“quest’asana si acquistano armonia, equilibrio, stabilità e potenza. Aiuta
anche a contrarre e tonificare gli organi addominali e rende vigorosi i muscoli
delle gambe”.
Aiuta a migliorare il portamento e
l’andatura, corregge e aiuta a stare in piedi poggiando sulle piante dei piedi,
a tonificare i muscoli dello stomaco e conferire agilità al corpo e alla mente.
Utkatasana, la posizione della sedia
Utkata = potente, forte
Utkatasana, o posizione della Sedia,
coinvolge i muscoli delle braccia e delle gambe e stimola anche il diaframma e
il cuore. E’ una posizione base con estensione assiale, in altre parole tutte
le curve (cervicale, toracica e lombare) vengono a ridursi con il risultato che
aumenta la lunghezza della colonna. Questa estensione produce un’azione di
cambiamento di tono e orientamento delle strutture respiratorie, le tre parti
di respirazione (addominale, toracica e clavicolare) e la muscolatura che
circonda queste tre parti, diventa più stabili, ne consegue che durante questo
tipo di estensione la forma della parte toracica e quella addominale sono più
limitate, quindi una diminuzione del volume delle cavità in questione ma vi è
anche un aumento della lunghezza del respiro. In Utkatasana bisogna attivare i
muscoli più grandi dell’apparato respiratorio, che sono anche i più bisognosi
di ossigeno del nostro corpo che in quest’asana richiede sforzo e una
respirazione efficace per evitare che il bisogno, la richiesta, di ossigeno da
parte del nostro corpo porti ad avere un respiro troppo affannoso perché
mantenga quest’ asana e questo tipo di estensione.
Su Yoga Journal è descritta l’esecuzione dell’
asana cosi: Mettetevi in piedi nella posizione Tadasana. Inspirate e sollevate
le braccia perpendicolari al pavimento. Potete tenere le braccia parallele, con
i palmi delle mani in dentro, oppure unire i palmi. Espirate e piegate le
ginocchia, cercando di porre le cosce le più possibili parallele al pavimento.
Le ginocchia sporgeranno oltre i piedi e il busto sarà leggermente piegato in
avanti, oltre le cosce, fino a formare circa un angolo retto con la parte
superiore delle cosce. Mantenete gli interni coscia paralleli l'uno all'altro e
premete la parte superiore dei femori in basso, verso i talloni. Bloccate
le costole contro la schiena. Spingete il coccige in basso verso il pavimento e
all'interno verso il pube, in modo tale da non accorciare la parte bassa della
schiena. Mantenete la posizione da 30 secondi a un minuto. Per
scioglierla, raddrizzate le ginocchia con un'inspirazione e sollevatevi
energicamente con l'aiuto delle braccia. Espirate e rilassate le braccia lungo
i fianchi nella posizione Tadasana. Chi volesse rendere più efficace l’ asana
può seguire questo consiglio:
“Durante il piegamento delle ginocchia, sollevatevi sui
polpastrelli dei piedi e scendete spingendo i glutei verso i talloni sollevati.
Stendete le braccia avanti, parallele l'una all'altra e al pavimento, con i
palmi delle mani in giù o all'interno”.
“Se avete difficoltà a mantenere questa posizione, eseguite la
posizione vicino a un muro. In posizione eretta, collocatevi a una distanza di
pochi centimetri dalla parete. Calcolate la distanza tenendo conto che, quando
vi piegate nella posizione, il coccige deve toccare appena il muro e sfruttarne
il sostegno”.
Per intensificare la posizione: Il segreto per eseguire Utkatasana
senza provare disagio sta nel rilassare la parte superiore dei femori verso i
talloni. Una volta assunta la posizione, portate le mani sopra le cosce.
Appoggiate i palmi delle mani nelle pieghe dell'inguine e spingete la parte
superiore delle cosce verso i talloni, piantando questi nel pavimento. In
opposizione a queste azioni, spingete in su il coccige nel bacino. (da yoga
journal.it)
I benefici di quest’asana sono che scioglie la
rigidità delle spalle, rinforza le caviglie. Il diaframma è sollevato e questa
esercita un leggero massaggio al cuore, gli organi addominali sono tonificati e
sono inoltre rinforzati i muscoli della schiena.
Osservazione:
evitare un’eccessiva rotazione delle ginocchia per non esporre le
articolazioni, in particolar modo i menischi a un carico superfluo e a un
rischio inutile.
Adho Mukha Svanasana (La posizione del cane a testa in giù)
Adho
Mukha Svanasana (La posizione del cane a testa in giù)
Adho Mukha Svanasana ovvero posizione del cane a testa
in giù, è una posizione classica di Hatha Yoga. Il suo nome deriva
dal sanscrito "adho" che significa "in basso",
"mukha" che significa "faccia", "svana" invece
"cane" e "asana" "posizione".Adho Mukha Svanasana
è una posizione invertita con sostegno sulle braccia ed è considerata di
livello intermedio, anche se molte volte è insegnata al livello Principianti.
Questa posizione può prevedere vari approcci e durante l'esecuzione abbiamo
l’opportunità di osservare gli effetti sulla schiena e sulla colonna dalle
sollecitazioni che sono trasmessi dalle braccia e dalle gambe. Durante
l’esecuzione osserviamo un lavoro muscolare sulla colonna tramite il Piccolo
Psoas, i muscoli obliqui e gli estensori profondi durante il lavoro per
mantenere l’allineamento in modo neutro della colonna in estensione assiale.
Sulle gambe vi è un lavoro di resistenza alla forza di gravità e questo vale
anche per le braccia. Abbiamo un allungamento durante l’esecuzione della
colonna tramite i muscoli intercostali e il diaframma, sulle gambe sono
interessati diversi muscoli ad esempio quelli posteriori delle cosce, il
gastrocnemio, il soleo e il grande gluteo, ma anche diversi altri. Sulle
braccia vi è un allungamento della grande dorsale e sempre durante
l’allungamento abbiamo il capo lungo del tricipite che lavora eccentricamente.
Io raccomando che questa posizione sia sempre insegnata da un insegnante e non
appresa da un libro fai da te. Per esempio essendo una posizione invertita la sconsiglio
alle donne durante i primi giorni, se non per tutto il periodo mestruale. Anche
per questa posizione prendo spunto da Yoga Journal per spiegare
l’esecuzione:
1) Mettiti a terra appoggiando
le mani e le ginocchia. Posiziona le ginocchia all'altezza delle anche e le
mani leggermente più avanti delle spalle. Apri bene i palmi, tieni le dita
delle mani parallele o leggermente rivolte verso l'esterno e quelle dei piedi
rivolte verso il basso.
2) Espira e solleva le
ginocchia dal pavimento. Tienile leggermente piegate e solleva anche i talloni.
Allunga il coccige cercando di allontanarlo il più possibile dal bacino e
spingilo verso il pube. Quindi, solleva la parte finale della colonna
vertebrale verso il soffitto e allunga le gambe stendendole bene dalle caviglie
all'inguine.
3) Espira, spingi le cosce
indietro e allunga i talloni senza sollevarli dal pavimento. Stendi le
ginocchia senza avvicinarle. Tendi i muscoli dell'esterno coscia e ruota
leggermente le cosce verso l'interno. Accorcia la parte anteriore del bacino.
4) Tendi i muscoli dell'esterno
braccia e spingi sul pavimento le basi degli indici. Da questa posizione,
allunga l'interno delle braccia spingendo verso l'alto dai polsi fino alle
spalle. Premi le scapole sulla schiena, poi allargale verso l'esterno e
spingile verso il coccige. Tieni sempre la testa fra gli avambracci senza
lasciarla penzolare.
5) Adho Mukha Svanasana è una
delle posizioni della tradizione sequenza del Saluto al Sole. Ma anche da sola
è un'eccellente asana. Mantieni la posizione da 1 a 3 minuti. Poi fletti le
ginocchia al pavimento espirando e riposati nella Posizione del Bambino.
I suoi benefici sono molti:
· Rilassa
il cervello e contribuisce ad alleviare lo stress e le forme di lieve depressione
· Da
una sferzata di energia a tutto il corpo
· Allunga
spalle, tendini delle ginocchia, polpacci, archi dei piedi e mani
· Rafforza
braccia e gambe
· Contribuisce
ad alleviare i sintomi della menopausa
· Allevia
i disturbi mestruali se realizzata con un sostegno per la testa
· Contribuisce
a prevenire l'osteoporosi
· Migliora
la digestione
· Allevia
mal di testa, insonnia, dolori alla schiena e stanchezza
· Svolge
un'azione terapeutica per pressione sanguigna, asma, piedi piatti, sciatica,
sinusite
Come in tutte le posizioni ci sono alcune controindicazioni da
osservare, per esempio è sconsigliata a chi ha problemi alla sindrome del
tunnel carpale, di diarrea, non assumere la posizione a gravidanza inoltrata e
a chi ha la pressione sanguigna alta o mal di testa: a loro è consigliato di
appoggiare la testa su un cuscino o su una mattonella tenendo le orecchie fra
le braccia. (Yoga Journal).
Adho Mukha Svanasana è una delle posizioni più utilizzate nella
pratica yoga, sia per la sua particolare possibilità di distensione sulla
colonna vertebrale, sia come preparazione per altre asana importanti.
Urdhva Mukha Svanasana (La Posizione del cane a testa in su)
Il significato di questa
posizione è : Urdhva (Alzarsi
o tendere verso l’alto) Mukha (Viso) Svana (Cane) Asana (Posizione),
ed è una posizione di livello intermedio, comunemente usata soprattutto nelle
scuole di Iyengar. Questa posizione metterà a prova, una sfida, la nostra
capacità di alzarci, sollevarci e aprire il petto. I suoi movimenti articolari
comprendono “una completa estensione della colonna, un’ antiversione del bacino
(contro nutazione sacro iliaca , un’estensione dell’anca con
rotazione esterna e adduzione, una flessione del ginocchio, la flessione
plantare della caviglia con estensione delle dita del piede, a livello del
petto un’adduzione e rotazione della scapola, un’estensione dell’articolazione
dell’omero e del gomito, la pronazione dell’avambraccio,l’estensione del polso
e delle dita delle mani. La sua esecuzione ci darà un allungamento della
colonna tramite gli estensori che saranno attivi in tutto il tratto della
colonna, soprattutto nel torace. Nelle gambe a causa della distensione
dell’anca si attiveranno i muscoli posteriori della cosca e gli estensori del
grande gluteo. Durante la sua esecuzione la respirazione comporta una più
profonda inspirazione, se è usata dopo l’esecuzione di Chaturanga Dandasana,
come avviene nell’ Astanga Vinyasa Yoga, e si mantiene per diversi respiri,
l’inspirazione determinerà una maggiore distensione della colonna toracica,
mentre l’espirazione faciliterà la stabilizzazione delle curve lombari e
cervicali”. (note tratte da Yoga Anatomy di Kaminoff). I suoi benefici sono di
un miglioramento del portamento, un potenziamento delle braccia, dei polsi e
della colonna, un’apertura del torace e quindi dei polmoni, delle spalle,
saranno stimolati gli organi addominali e una bonificazione dei nostri glutei.
Urdhva Mukha Svanasana ha anche
un’azione terapeutica per l’asma. Al contrario non è consigliata per chi ha
problemi alla schiena, al tunnel carpale, in caso di cefalea e logicamente
durante la gravidanza. Per la sua esecuzione:
- Ci
sdraiamo in posizione prona. Allunghiamo le gambe all'indietro, con il collo
dei piedi a terra. Pieghiamo i gomiti e mettiamo i palmi delle mani sul
pavimento all'altezza del bacino, in modo che gli avambracci siano
perpendicolari al pavimento.
- Inspirando,
premiamo saldamente i palmi sul pavimento leggermente all'indietro, come se ci
spingessimo in avanti. Stendiamo ora le braccia e, allo stesso tempo,
inspirando solleviamo sia il busto sia le gambe qualche centimetro da terra.
Teniamo le cosce contratte a protezione della zona lombare e le braccia tese,
le cosce leggermente ruotate all'interno, le braccia all'esterno in modo che i
gomiti siano rivolti davanti.
- Premiamo
le scapole contro la schiena e portiamo il nostro torace in avanti. Solleviamo
lo sterno senza spingere le costole in avanti, così eviteremo di irrigidire la
zona lombare. Volgiamo lo sguardo davanti a noi oppure incliniamo leggermente
la testa all'indietro, facciamo però attenzione a non comprimere la regione
cervicale e a non irrigidire la gola. Io però consiglio di mantenere solamente
lo sguardo diritto in avanti che non inclinare la testa.
Anche questa è una posizione
del saluto al sole, ma se vogliamo eseguirla, singolarmente, cerchiamo di
mantenerla più a lungo possibile, magari intorno alla trentina di secondi, poi
quando la sciogliamo, possiamo passare in Adho Mukha Svanasana (posizione del
cane a faccia in giù) o in Balasana (la posizione del Bambino).
Viparita Karani Mudra
Quando cominciamo a praticare
l’Hatha Yoga (Yoga delle discipline fisiche) una parte importante è svolta
dalle Asana (posizione immobile o postura). Nella tradizione induista si parla
di circa ottomilioniquattrocentomila asana e si attribuisce la loro creazione a
Shiva. Molti testi, poi, ci dicono che in realtà son ottantaquattro le asana
fondamentali, altri invece solo trentadue, altri che sono dodici le asana base,
in realtà molte e molte sono le varianti di alcune asana, ma in tutti i testi,
un’ Asana, in particolare, è raccomandata per i suoi effetti importanti su di
noi, quest’asana è Viparita Karani Mudra, in realtà è un Mudra di tutto il
corpo. “Viparita, in sanscrito, significa capovolto o rovesciato, Karani è
azione mentre Mudra a molti significati tra i quali sigillo. Letteralmente
significa quindi Posizione Capovolta che produce Effetti Straordinari”.
Swami Satyananda Paramahamsa ,a
proposito,ci dice:” Viparita Karani Mudra non è un' Asana, ma
un Mudra di tutto il corpo che viene utilizzato durante
i Krya per "Ripulire" le Nadi principali per migliorare il
lavoro sui Chakra”. E’ questo il motivo per cui è bene imparare a
mantenere Viparita Karani Mudra a lungo, anche fino a trenta Minuti.
L’esecuzione di Viparita Karani Mudra, a livello fisico, ci aiuta a drenare i
liquidi che ristagnano nelle gambe e nell'addome, ci aiutano così a purificare
il sangue e a migliorare le funzioni sia dei Reni e sia delle ghiandole
surrenali, ed essendo, poi una posizione rovesciata, irrora il Cervello e le
sue ghiandole migliorandone il funzionamento. E’ considerata, a ragione, la
regina delle posizioni rigeneranti, perché associa i benefici del rilassamento
a quelli delle posizioni “a testa in giù”. Nei vari testi si trova questa
descrizione” Permette al corpo di sciogliere le tensioni e rigenerarsi in breve
tempo. L’inversione della circolazione favorisce l’eliminazione delle tossine e
l’apporto di sangue ossigenato al cervello. Il sangue non ha più bisogno di
essere pompato verso l’alto, ma rifluisce naturalmente verso il cuore, che si
riposa e si rigenera rapidamente. Inoltre, quando la testa si trova più in
basso del cuore, il cervello riceve un messaggio di calma”.
BENEFICI: migliora la
circolazione sistemica, tonifica il sistema endocrino e immunitario, calma il
sistema nervoso.
CONTROINDICAZIONI: ernia
iatale; ipertensione grave (mentre contribuisce a regolare la pressione nell’
ipertensione leggera). Non eseguire durante il periodo mestruale. Come con
qualsiasi inversione Viparita Karani dovrebbe essere evitato se si hanno gravi
problemi agli occhi, come il glaucoma, mentre con gravi problemi
al collo o alla schiena eseguire questa posizione solo con la supervisione di
un insegnante esperto.
Svatmarama) sostiene che, dopo
sei mesi di pratica, "capelli grigi e le rughe diventano poco
appariscente" (Hatha Yoga Pradipika 3,82).
Insegnanti moderni, tuttavia,
ritengono che Viparita Karani è un bene tutto ciò che vi affligge,almeno in
maggior parte, tra cui: Ansia, Artrite, Problemi digestivi, Mal di testa,
Alta e bassa pressione del sangue, Insonnia, Emicrania, Depressione lieve,
Disturbi respiratori, Disturbi urinari, Le vene varicose, Crampi mestruali,
Sindrome premestruale, Menopausa. Yoga Journal.com)
Esecuzione:
1- Partendo
da Shavasana allineiamo bene le gambe e il corpo.
2- Solleviamo
le gambe dritte, verso l’alto, e le portiamo perpendicolari al pavimento. A
questo punto facciamo molta attenzione che la parte lombare non s’inarchi
mentre ora solleviamo le gambe.
3- Alziamo
(solleviamo) il bacino da terra e portiamo le mani in modo sotto il bacino,
così che le mani e le dita siano a contatto con le creste iliache posteriori.
4- Le gambe
sono in alto e le manteniamo rilassate, unite, non in tensione e perpendicolari
al pavimento.
5- Verifichiamo
che il nostro bacino sia in anteroversione, lasciando così andare la zona
lombare che troverà una sua naturale curvatura. In questo modo ci sarà una
pressione naturale anche nella zona delle reni, che stimolerà il
funzionamento di queste ghiandole e delle surrenali.
6- Per
sciogliere l'asana portiamo leggermente le gambe indietro, appoggiamo ora le
mani sul pavimento e "srotoliamo" la schiena vertebra dopo vertebra
fino a che il bacino arriverà a toccare il pavimento, abbassiamo le gambe a
terra e torniamo nella posizione iniziale di Shavasana. Facciamo attenzione che
mentre abbassiamo le gambe a non inarcare la parte lombare.
Marjariasana (Bidalasana o Vidalasana) la posizione del gatto che si stira.
Una
delle posizioni dell’ Hatha Yoga a prima vista facile e dai molti nomi, dipende
dalla scuola di provenienza di un insegnante, è Marjariasana chiamata anche
Bidalasana. Marjari-asana (मार्जारी mārjārī significa gatta) o Bidalasana (बिडाला biḍālā significa
gatto), come vediamo una traduzione è femminile e una maschile, ma stanno a
indicare la medesima posizione. In alcuni testi è chiamata anche Vidalasana,
probabilmente un errore di traduzione o alcuni Maestri invece di dire Bi
dicevano Vi, per cui nel tempo è rimasta come Vidalasana. E’ una posizione
eccellente per l’elasticità della colonna vertebrale, ma ha anche altri
benefici, infatti, purifica il sangue e rinvigorisce gli organi interni e gli
addominali ne traggono un enorme beneficio. Allenta la tensione nella parte
bassa della schiena, nella parte lombare e aiuta a ridurre lo stress. Le donne che soffrono d’irregolarità mestruali e
leucorrea trarrà sollievo da quest’ asana. Può essere praticata anche durante il periodo mestruale per alleviare
i crampi.
Alcune
indicazioni durante l’esecuzione sono: Continuamente essere consapevoli del
movimento della colonna, della schiena e del collo. Usare le mani, le braccia e
le ginocchia come supporto ma evitare di spingere con e su di loro. Cercate di
eseguire il movimento in modo lento e con grazia perché i benefici siano più
potenti e si abbia anche un effetto meditativo.
Esecuzione:
* Ci mettiamo sul tappetino, in posizione sulle mani e sulle ginocchia
per formare una specie di quadrato.
* Le ginocchia sono larghe come il
bacino e le mani sono appoggiate a terra alla stessa larghezza delle spalle, le
mani devono essere ben appoggiate al pavimento con le dita leggermente aperte
tra loro.
* Cominciando a inspirare
inarchiamo la schiena verso il basso, portando lo sguardo verso l’alto, apriamo
così il petto, dobbiamo sentire il coccige e la parte superiore della testa
come fossero verso il cielo, il tutto senza forzare oltre i propri limiti.
Durante l’esecuzione cerchiamo di percepire ogni singola vertebra in movimento.
* Una volta arrivati al nostro
limite espirando, sempre lentamente, inarchiamo nel senso opposto la schiena,
portandola verso l’alto e lo sguardo e la testa verso il basso, alla fine lo
sguardo dovrà osservare la zona dell’ombelico. Per supportare il movimento ci
affideremo alle mani e alle ginocchia, ma solo come supporto.
* Continuiamo il movimento cercando di coordinare bene il respiro con il
movimento, inspiro schiena verso il basso, espiro schiena verso l’alto.
* Quando vogliamo fermarci, ci
mettiamo in una posizione neutrale per la schiena ed eseguire Balasana, la
posizione del Bambino, per riposare.
sabato 13 luglio 2013
YOGA - Stress e sovrapeso
Hans Selye (Vienna, 26
gennaio 1907 – Montreal, 16 ottobre 1982) è stato
un medico austriaco
ed è famoso per i suoi studi sullo stress, famosa è anche la sua definizione “
Lo stress è uno stato, o condizione del corpo prodotto da diversi agenti
nocivi”.
Il termine "stress" fu mutuato dalla
fisica (indicava lo sforzo o la tensione cui era sottoposto un materiale), e Selye
lo impiegò per indicare la "risposta non specifica dell'organismo a uno
stimolo negativo", noto anche come "stressori". Nacque cosi la
disciplina fisiologica dello stress.
Hans
Selye definì come "Sindrome Generale di
Adattamento"la risposta che l'organismo mette in atto quando è soggetto
agli effetti prolungati di svariati tipi di stressori, quali stimoli fisici (a
es. fatica), mentali (a es. impegno lavorativo), sociali o ambientali (ad es.
obblighi o richieste dell'ambiente sociale).
L'evoluzione della sindrome avviene in tre fasi:
L'evoluzione della sindrome avviene in tre fasi:
·
Allarme, l'organismo risponde agli stressori mettendo in atto meccanismi di
fronteggiamento (coping) sia fisici sia mentali. Esempi sono costituiti
dall'aumento del battito cardiaco, pressione sanguigna, tono muscolare e
arousal (attivazione psicofisiologica).
·
Resistenza, il corpo tenta di combattere e contrastare gli effetti negativi
dell'affaticamento prolungato, producendo risposte ormonali specifiche da varie
ghiandole, ad es. le surrenali.
·
Esaurimento, se gli stressori continuano ad agire, il soggetto può essere sopraffatto
e possono prodursi effetti sfavorevoli permanenti a carico della struttura
psichica e/o somatica. (DA Wikipedia).
Detto ciò lo stress è spessa causa d’insonnia (disturbi del sonno) e dei chili
di troppo (problemi di sovrappeso). Sono molti i fattori che possono causare
situazioni di stress: problemi al lavoro, litigi in famiglia, questioni
sentimentali irrisolte, relazioni con gli altri, sono tutte problematiche di
vita quotidiana.
Il nostro corpo riesce di solito a far
fronte a situazioni temporanee di stress, ma sul lungo periodo possono emergere
piccoli malesseri e disturbi psico-fisici. Nei cambi di stagione, lo stress può
accentuarsi: i cambiamenti climatici e le nuove abitudini (come il ritorno al
lavoro dopo le ferie) possono portare a momenti di stanchezza e all' aumento
dello stress. Chi è stressato tende a mangiare di più perché il cervello stimola
la produzione di sostanze che condizionano la regolazione del senso di fame e
di sazietà. Di conseguenza, lo stress può causare problemi di sovrappeso. Il
problema dei periodi di stress inoltre, è che il cibo diventa il miglior
“alleato”: ci si “consola” col cibo mangiando troppo e prendendo quei chili in
eccesso che portano al sovrappeso. I grassi che si accumulano per lo stress si
depositano prevalentemente intorno alla vita (obesità centrale): una forma di
obesità che favorisce ipertensione, diabete, malattie cardiovascolari. Lo
stress si lega inoltre a stati d’ansia, provocando disturbi nel sonno che si
ripercuotono su tutto il metabolismo del corpo. Quando si dorme poco o male, il
sistema immunitario s’indebolisce aumentando il rischio d’infezioni, cala la
memoria e la capacità di concentrarsi.
RIDURRE LE CAUSE
DELLO STRESS PER IL BENESSERE PSICO-FISICO: La prima tappa per ridurre lo stress è
la riduzione dell’esposizione alle cause dello stress: è bene evitare attività
molto rumorose e privilegiate le attività rilassanti come la camminata, la
respirazione profonda, la musica e la meditazione per rallentare il ritmo
cardiaco e ridurre la sensazione di “urgenza” tipica dei momenti stressanti. La
meditazione e la musica possono conciliare il riposo. L’attività fisica è
particolarmente importante, poiché fornisce un mezzo per lottare contro i
meccanismi di reazione allo stress. In situazioni di stress è inoltre bene
mangiare regolarmente dei pasti equilibrati, ridurre il consumo di caffeina
(che aumenta la sensazione di panico e di stress), aumentate l’esposizione alla
luce naturale.
FATE REGOLARMENTE
ESERCIZIO FISICO. L’esercizio può rallentare, e persino invertire
(almeno in parte), il processo d’invecchiamento. Vi ammalerete di meno e avrete
più energia da usare durante tutta la giornata. E la cosa migliore di tutte è
che l’esercizio fisico è qualcosa di cui si può beneficiare a qualsiasi età.
L’HATHA YOGA
(YOGA delle discipline fisiche) è eccellente perché tonifica gli organi
interni, oltre ad allungare e a rafforzare dolcemente i muscoli. Per conoscere le differenze tra i vari tipi
di YOGA parlate con un insegnante di
hatha yoga e meditazione diplomato). Ad alcune persone può aiutare molto
l’hatha yoga eseguito nel modo classico, ad altri in dinamico, per tutti vale
la regola di imparare a eseguire in modo perfetto le posizioni dello Yoga.
MEDITATE:
Chi medita regolarmente spesso ha un’età
biologica inferiore alla propria età cronologica! Se mediterete regolarmente
anche voi, vi sentirete anche più centrati in voi stessi per tutta la giornata,
e più consapevoli delle vostre emozioni, e assai più in grado di affrontare
efficacemente le sfide della vita. Già semplicemente sedervi da soli in un
posto tranquillo, chiudere gli occhi e seguire con l’attenzione il passaggio
del vostro respiro che entra ed esce dal corpo costituisce una superba forma di
meditazione. In ogni caso, potete facilmente trovare altre forme di
meditazione, che possono migliorare e arricchire profondamente la vostra vita.
La meditazione vi renderà una persona più gentile, più dolce e più paziente.
Inoltre, vi aiuterà ad apprezzare di più la vita.
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